mercoledì 16 giugno 2010

La lega antiitaliana

che la Lega Nord fosse insofferente alle celebrazioni dell'Italia come nazione unita e ai suoi simboli come il tricolore, l'inno, la Nazionale di calcio e così via è palese e scontato, non vale la pena nemmeno per la Maggioranza accanirvisi troppo. Piuttosto mi sembrano patetiche le giustificazioni dei dirigenti della stessa lega: alle celebrazioni c'era una delegazione verde, non era vero che i leader fossero assenti apposta; l'inno era stato cantato, ma solo alla fine e, per motivi tecnici, sena che nessuno se ne sia accorto; si fa il tifo non per l'Italia, ma per chi gioca meglio (aggiorniamo il famoso detto a "salire sul carroccio del vincitore") e così via con altre simpatiche puttanate. Mentre la base leghista sfoga su Radio Panzana Libera le sue frustrazioni contro gli immigrati clandestini e non, gli islamici, i neri, i balcanici e qualsiasi altra razza che non sia quella padana, la Lega cerca disperatamente di mantenere una veste istituzionale, pur manifestando un disagio clamoroso nei confronti di questa finzione. Chissà quanto avrà sofferto Bossi e colleghi quando da ministri giurarono di essere fedeli alla Repubblica Italiana. Magari qualche scrupoloso fotografo avrà ritratto un paio di dita incrociate dietro la schiena per rendere fasullo il giuramento, oppure qualcun altro avrà simulato una tosse fulminante al momento di pronunciare le parole "Italia" e "fedele". Dunque cari leghisti, visto che oggettivamente non siete riabilitabili, restate una massa ignorante e cialtrona qualsiasi atto diplomatico facciate, vi conviene manifestare apertamente l'odio verso l'Italia, il suo tricolore e tutti i suoi simboli, rivendicate i vostri e buonanotte, basta con questa enorme ipocrisia che mina la vostra pur già devastata reputazione. Seguite la vostra base, almeno sapete che più in basso non potete scendere