Premetto che non sono ateo o anticlericale, ma sono un critico feroce dell'organizzazione chiamata Chiesa, di cui è capo un personaggio medievale e anacronistico, che sarebbe felice di insegnare ai bambini i fondamenti del Creazionismo. Mi fa rabbia questa polemica recente scoppiata su due fronti, il primo sullo spot pro eutanasia promosso dai radicali e bollato come un'apologia di reato dalla Chiesa e dai loro rappresentanti parlamentari (Pdl, Lega), il secondo riguarda la trasmissione del duo Saviano-Fazio che in settimana ha trattato il tema della libera scelta sulla propria vita. Gli house organ vaticani e i Casini d'occasione lamentano la mancata concessione di spazio ai sostenitori della vita ad ogni costo, a quelli che nel testamento biologico sottoscriverebbero un "tenetemi in vita finché potete". Senza voler dare un giudizio personale su se sia giusto pensarla come welby o come ratzinger, vorrei far notare alcuni aspetti che l'Avvenire finge di non vedere nel suo anatema antisaviano. Innanzitutto il programma è a cura di Saviano e di Fazio, decidono loro cosa raccontare, e se raccontano una cosa non sono obbligati da nessun principio morale a racontare anche l'opposto. Se è così i libri su padre Pio dovrebbero contenere un capitolo scritto dal Cicap, il programma "A sua immagine" dovrebbe dare spazio al pensiero ateo, magari anche una rubrica sui satanisti, e così via. Seconda cosa, in Italia sono discriminati i Welby, non i pro-vita. La legge (e la chiesa, che in Italia è un secondo stato) aiuta i secondi e ostacola fortemente i primi, fa il possibile per mettere i bastoni fra le ruote di chi sostiene la libertà di decidere la propria fine. E tanto per beffarli, si appellano alla legge, che invece di determinare i diritti individuali, pone ostacoli alla libertà in nome di un Istituto preconcetto e radicato quale la Chiesa è http://www.ilgiornale.it/interni/testamento_biologico_lesecutivo_comuni_illegittimi_registri/testamento-biologico/19-11-2010/articolo-id=488121-page=0-comments=1
L'odiosa pratica del Vaticano di sfruttare le imperfezioni e la obsolescenza del nostro sistema giuridico è perpetrata senza vergogna, anche quando l'Italia si pronunciò sulla fecondazione assistita: quella volta i preti e i cattolici si schierarono dietro i loro pregiudizi e spinsero la gente a fregarsene del referendum e non andare a votare, piuttosto che incoraggiare un dibattito libero sulla questione. Lo status ecclesiastico fu salvato in quella occasione, e ogni volta che fette di potere clericale vengono minacciate le truppe papali si schierano in formazione antisommossa per difendere i loro baluardi ideologici e i loro privilegi ben più materiali come l'esenzione ICI e i finanziamenti per le scuole private. Dei primi in realtà è rimasta solo la facciata, essendo le fondamenta erose dalla corruzione morale dilagante nella società che culmina in un Presidente del Consiglio puttaniere e bestemmiatore, dei secondi esistono forti puntelli che li mantengono in piedi e per molto tempo ancora li manterranno, indistruttibili, quale che sia il Governo in carica
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